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Le novità del decreto-legge sul clima

21 ottobre 2019

By Cecilia Razzetti

È in fase di discussione parlamentare il decreto-legge “Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla Direttiva 2008/50/CE per la qualità dell’aria (Decreto Clima)”

L’ultima versione della bozza del testo è stata diffusa lo scorso otto ottobre a parziale modifica della precedente versione di settembre, intitolata “Misure urgenti per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”, di cui pare per certi aspetti una versione meno ambiziosa.

Nell’attuale versione è prevista l’istituzione di crediti fiscali per la rottamazione delle autovetture fino alla classe euro 3 o motocicli fino a euro 2, mentre la versione precedente del testo includeva solo le autovetture ma fino a euro 4. I crediti saranno spendibili da parte dei cittadini per gli abbonamenti al trasporto pubblico e “altri servizi ad esso integrativi” tra cui le biciclette a pedalata assistita: non è chiaro se tra i servizi integrativi siano compresi i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, espressamente richiamati dalla precedente versione di bozza del decreto. Sono inoltre stanziati 40 milioni di euro per il potenziamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale.

Per il potenziamento di servizi collettivi per il trasporto scolastico sarà istituito un fondo in favore del servizio di scuola bus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia e primarie (non più per le secondarie di primo grado) ricadenti nell’ambito di alcune città metropolitane[1]. Questo provvedimento riconosce il fatto che alcuni scuola bus in circolazione abbiano un impatto sul traffico e sulle emissioni in atmosfera inferiore a quello della somma delle auto di tutti i genitori, che si spostano contemporaneamente per accompagnare a scuola uno o due bambini ciascuna.

Al fine di ridurre la produzione di imballaggi per alimenti e prodotti detergenti, per i commercianti che prediligano prodotti sfusi e alla spina, è previsto un credito d’imposta, fino ad un importo massimo annuale di euro 5.000 per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 20 milioni di euro annui per il ciascuno degli anni 2020-2021. Lo stanziamento complessivo di 40 milioni di euro è destinato esclusivamente agli esercenti, mentre nella versione precedente del testo era suddiviso in 30 milioni agli esercenti e 10 milioni ai consumatori, per i quali era previsto uno sconto sul prezzo di vendita.

La nuova versione della bozza del testo del decreto prevede che entro 60 giorni dall’approvazione sia approvato un Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria, proposto dal Ministero dell’Ambiente, senza stanziare risorse economiche ulteriori a quelle disponibili a legislazione vigente. Istituisce un programma sperimentale di messa a dimora di alberi nelle città metropolitane, stanziando 30 milioni da prelevare dalla quota già di competenza del Ministero dell’Ambiente per il 2019 ed imponendo l’approvazione di un progetto per ciascuna delle 14 Città metropolitane. E’ istituito un fondo di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022 a sostegno di campagne di formazione sulle questioni ambientali nelle scuole di ogni ordine e grado.

Rispetto alla precedente versione del testo, sono state stralciate le misure per l’incentivazione del trasporto a domicilio di prodotti secondo modalità sostenibili. Queste misure avrebbero potuto avere una ricaduta sulla nostra quotidianità, favorendo scelte comportamentali e di consumo a minore impatto ambientale. E’ stata inoltre stralciata l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una piattaforma interministeriale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria. Tra i compiti del gruppo di lavoro, di cui era previsto facessero parte anche il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero per lo sviluppo economico, era elencato quello di approfondire lo studio degli impatti positivi occupazionali, sanitari ed economici dei modelli a emissioni ridotte e tendenti a zero. Quest’ultimo punto avrebbe richiamato un’importante visione sistemica in cui le misure di riduzione degli impatti ambientali sono lette anche dal punto di vista delle loro ricadute economiche e sociali.

 

[1] Città metropolitane nelle zone interessate dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 e n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria

Fonti:

  • Cecilia Razzetti

    Cecilia Razzetti è ingegnere ambientale con 15 anni di esperienza lavora come consulente ambientale per clienti di vari settori industriali, militari, immobiliari. In Stantec, ricopre il ruolo di Project Manager. Leggi di più.

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