Skip to main content
Start of main content

Socialmente responsabili e sostenibili si può, sicuri si deve. Ma conviene alle aziende?

23 aprile 2018

By Paola Favarano

 

l tema della sostenibilità aziendale è al centro del nostro workshop “CSR e sostenibilità nella supply chain”, organizzato il prossimo 10 maggio 2018 a Milano e focalizzato sull’importanza di creare un legame forte ed indissolubile fra la responsabilità sociale, la sostenibilità e la salute e sicurezza sul lavoro.

Negli ultimi 8 anni Stantec ha effettuato circa 800 audit a livello mondiale per verificare sostenibilità e responsabilità sociale di alcune aziende della supply chain di una grande multinazionale con l’obiettivo di promuovere un alto livello di cultura etica anche negli stakeholder. Questo progetto ha aiutato ad affrontare al meglio le necessarie azioni per il miglioramento delle condizioni globali di lavoro di migliaia di lavoratori russi, indiani, pakistani, cinesi e del Centro-Sud America.

Quello che abbiamo scoperto è l’eccellenza delle prassi italiane di sicurezza e il potente impatto che l’attenzione a questi temi ha a livello non solo lavorativo, ma sociale e personale. Per valorizzare questa esperienza il 10 maggio parleremo di come salute, sicurezza, responsabilità sociale e sostenibilità portino vantaggi concreti alle aziende che li applicano con lungimiranza e in modo effettivo.

Lo faremo nella cornice dei numerosi eventi organizzati con Italia Loves Sicurezza per la celebrazione della giornata mondiale della sicurezza che vedrà a partire dei dintorni del 28 aprile, e per quasi un intero mese, diversi tipi di incontri, manifestazioni, corsi e rappresentazioni artistiche, mirate a diffondere la cultura della prevenzione come amore per la sicurezza. Come spiegato da Emanuela Sturniolo - AD Stantec in Italia: “Le scelte che facciamo tutti i giorni come manager e come persone determinano realmente la qualità della vita che garantiamo a noi e alle comunità in cui operiamo”.

Ma quali sono i vantaggi evidenti a favore delle aziende? [1]

  1. Innanzitutto il posizionamento come azienda attenta ad un’economia più etica migliora l’impatto sui consumatori: secondo il BBMG Conscious Consumer Report, ad oggi, circa 9 americani su 10 acquistano più volentieri (a parità di prezzo e qualità) prodotti realizzati attraverso un utilizzo efficiente dell’energia ( 90%), sono attenti alla salute ed alla sicurezza dei loro acquisti (88%), supportano le aziende che intraprendono azioni di fair trade e di sostenibilità sociale (87%), definendosi così “consumatori consapevoli” (conscious consumer).
  2. Attraverso lo sviluppo di strategie e pratiche sostenibili aumenta l’efficienza delle attività e dei processi aziendali, tutte le risorse vengono utilizzate in maniera più razionale, si riducono gli sprechi e quindi i costi.  Anche una recente ricerca di mercato compiuta dalla Buck Consultant , evidenzia i risultati realmente “cost saving” nello sviluppo di pratiche sostenibili viene confermata dal fatto che il 60% del campione afferma di aver ottenuto dei risparmi di costo fino al 39% relativamente all’uso dei principali input energetici e di risorse naturali come l’acqua.
  3. Anche il rating finanziario migliora per le aziende con propensione a sviluppare piani di sostenibilità, in particolare per quanto riguarda la loro efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Il recente rapporto “Global 500 Report 2011”, realizzato per il Carbon Disclosure Project (CDP) dalla PricewaterhouseCoopers Advisory afferma l’esistenza di una correlazione positiva tra performance ambientali e risultati finanziari: le aziende più impegnate sul fronte ecologico hanno premiato gli investitori con un rendimento due volte superiore rispetto alla media nel periodo 2005-2011.
  4. Le aziende proattive nei confronti delle problematiche di sostenibilità e responsabilità sociale sono quelle che attraggono maggiormente risorse umane più motivate e che rimangono fedeli nel tempo. La prima ricerca sul tema della gestione sostenibile delle risorse umane nelle aziende italiane, realizzata dal CSR manager network Italia, l'associazione che riunisce i responsabili delle politiche ambientali e sociali delle maggiori imprese italiane segnala un forte allineamento tra CSR Manager (87,5%) e HR manager (80,5%) che giudicano la CSR come elemento strategico essenziale per lo sviluppo di lungo periodo della competitività aziendale. Secondo quanto riportato nel documento: “L'assunzione della responsabilità sociale quale leva strategica per le imprese può migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, fare delle aziende dei luoghi più attenti al benessere dei propri collaboratori anche al di fuori del contesto lavorativo, accrescere produttività e motivazione delle persone, ed in prospettiva, essere un elemento di attrazione dei talenti sul mercato del lavoro”.

“Credo nell’opportunità che tutti possano lavorare in maniera decorosa e sicura, capendone l’importanza. Credo nel valore umano, nel rispetto della persona e della sua cultura. La possibilità che ho, nella mia vita, grazie a questo lavoro, di poter adoperarmi per un mondo migliore è qualcosa che non voglio sprecare.” – Silvia Corriere, Coordinatore programma di CSR nella supply chain, Stantec

“La dignità non è negoziabile. In ogni parte del mondo, ogni persona deve avere il diritto a lavorare in un ambiente sicuro, essere trattata con rispetto e la sua salute preservata. Noi abbiamo il dovere di lavorare per sostenere un business responsabile.” – Giulia Coppolecchia, Auditor CSR nella supply chain, Stantec

  • Paola Favarano

    Paola è Responsabile di Stantec Academy in Italia. Eroga corsi in ambito salute e sicurezza (modifica del comportamento,motovazione, comunicazione e feed back efficace, negoziazione, creatività e problem solving applicate al settore HSE).

    Contatta Paola
End of main content
To top