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The insider: un consulente in missione speciale

23 ottobre 2019

Cosa vuol dire lavorare come consulente presso il cliente? Le riflessioni di una "insider"...

By Giuseppina Ammirato

Quando mi hanno assunta in azienda ero la tipica giovane neolaureata che dopo aver saputo dell’esito positivo del colloquio, era pronta a svegliarsi ogni mattina, indossare giacca e tailleur e arrivare in ufficio per affrontare riunioni con i colleghi e con i clienti. Sapevo che mi sarei occupata principalmente di sistemi di gestione qualità, di aspetti ambientali e di sicurezza e, forte della mia laurea in ingegneria chimica, ero pronta a farlo con entusiasmo.

La vita d’ufficio però si è protratta solo per un paio di mesi, fino a quando non ho iniziato la vita da insider presso il cliente. E tutto è cambiato.

Cos’è la vita da insider presso il cliente? È quella di un professionista in missione speciale.

Il mondo della consulenza è un business basato sulle relazioni. Avere una buona relazione col cliente prevede che quest’ultimo abbia piena fiducia e rispetto per la figura professionale che si trova davanti. Svolgere la vita da insider presso il cliente, significa garantire per tutta la durata del contratto il mantenimento di questa relazione perfetta, con la difficoltà però di svolgerlo presso la sua sede, quindi in un territorio ignoto. La sera prima di iniziare vengo assalita da una serie di dubbi e domande: quanto durerà questa permanenza dal cliente? Mi troverò bene a lavorare con il nuovo team? Sarò all’altezza di questo ruolo? Dopo sole tre ore di sonno, mi catapulto dal cliente: venti minuti di treno, un'ora e mezza di autobus, otto ore di lavoro e di nuovo un' ora e mezza di autobus, venti minuti di treno. Sono stravolta, confusa: il cliente è molto esigente, troppo esigente! La sera successiva vengo nuovamente assalita dai dubbi e dalle preoccupazioni, credendo di non essere all'altezza del lavoro e di non poter resistere per ben cinque mesi.

Sono una persona tenace, che non si arrende alla prima difficoltà e questa è stata la mia sfida quotidiana per i successivi mesi, al termine dei quali abbiamo creato un ottimo team, ottenuto risultati eccellenti, creato relazioni professionali e umane profonde e radicate, tant'è che, allo scadere del contratto, mi sono dispiaciuta di aver terminato il lavoro. Una volta conclusasi questa bellissima esperienza, se ne sono però presentate altre. "Dovresti andare tre giorni a settimana da un nuovo cliente, ti andrebbe?” La voglia di cogliere la palla al balzo è tanta, nonostante stia già seguendo due clienti ubicati da tutt’altra parte. Come farò?

Salgo su una giostra che inizia a girare alla velocità della luce: tre giorni a settimana sono da un cliente, poi da un altro, poi da un altro ancora. Tratto argomenti diversi, seguo realtà diverse, interagisco ogni giorno con spaccati sociali e culturali differenti. Lunedì a Milano per occuparmi della gestione dei rifiuti, martedì a Pavia per una visita ispettiva sulla sicurezza dei fornitori di un impianto, poi di nuovo a Milano per un corso di formazione sulla sicurezza sui posti di lavoro, poi chi lo sa. Domenica sera, invece di riposarmi, pianifico già l'intera settimana: lunedì devo condurre una riunione, quindi è d'obbligo avere un viso rilassato, tono convincente e prontezza nelle risposte; martedì voglio arrivare preparata, il team è sempre propositivo e pieno di domande; giovedì l'argomento da trattare è delicato, già so che il file Excel che ho preparato non sarà mai esaustivo...meglio aggiungere delle note di approfondimento! Il progetto mi piace, mi sento sempre più motivata e integrata in azienda. Il cliente è esigente, è vero, ma il team di lavoro è dinamico, ci capiamo al volo.

Capita spesso che i miei colleghi mi chiedano: “Che fine hai fatto? In ufficio non ti si vede mai...Il carico di lavoro presso questo cliente è eccessivo? Non sei stanca di girare continuamente?”

E' necessario avere una buona apertura mentale, flessibilità e spirito di adattamento, ma soprattutto molta pazienza! C'è una citazione che credo sia rappresentativa del mondo in cui viviamo: “Se non insegui i tuoi sogni qualcuno ti userà per realizzare i suoi”. Ogni sera prima di andare a letto mi ripeto: “Chissà quale sarà il prossimo progetto in cui verrò coinvolta... Chissà quali altre persone entreranno a far parte della mia vita e dove canalizzerò le mie energie! Quante nuove competenze acquisirò da questo nuovo progetto?”. Tutto questo mi entusiasma, non mi annoia mai e mi sprona a cercare sempre nuove sfide.

Lavorare con persone diverse, in aziende diverse, ti permette di avere una visione più ampia del mondo del lavoro e delle persone che ne fanno parte. C’è il cliente che si affida a te completamente, quello più diffidente che non ama farsi aiutare e non comprende il ruolo del consulente; poi c’è il chiacchierone che racconta gli aneddoti più curiosi della sua vita prima, dopo e durante ogni riunione e, infine, c’è l’introspettivo, che preferisce non sbilanciarsi. Tutti lasciano qualcosa, un segno e, personalmente, ogni sera mi sento fortunata per la giornata trascorsa. Se le ore di sonno sono poche, almeno sono consapevole che è un'esperienza da cui uscirò arricchita, pronta a raggiungere nuovi obiettivi e integrata in una realtà che, se all'inizio era un luogo ignoto e anche un po' spaventoso, ora è famiglia. Non importa quanto duro, ripetitivo o stressante possa essere il lavoro, quello che importa è l'entusiasmo che impieghi per affrontarlo.

Quindi eccomi qui, come sempre pronta per il prossimo ‘’insider project’’.
Altro giro altra corsa!

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