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Sostenibilità negli edifici: una certificazione può aumentare il valore di un immobile

11 dicembre 2020

By Claudia Bitetto

Il valore di una proprietà immobiliare va ricercato e individuato all’interno dei pilastri della sostenibilità: sociale, economica e ambientale

Da cosa è determinato il valore di una proprietà immobiliare? Sicuramente da una ‘relazione complessa’ di natura economica, sociale e ambientale tra proprietari immobiliari, territorio e mercato, in un determinato momento. La qualità di questa relazione, generata attraverso un equilibrato bilancio delle diverse variabili, ne influenza il valore ottenuto.

Nelle società di oggi, il valore di una proprietà immobiliare va ricercato e individuato all’interno dei pilastri della sostenibilità (sociale, economica e ambientale) e deve essere quindi il risultato della condivisione fra i vari stakeholder sui quali ha un impatto.

È ampiamente dimostrato come le aziende che adottano pratiche sostenibili riescano a ridurre l’impatto ambientale e stimolino un ripensamento ‘green’ dei propri sistemi di gestione.

Come evidenziato nella ricerca “The Impact of a Culture of Sustainability on Corporate Behavior and Performance (Eccles, Ioannou, Serafeim, 2011)”, le imprese che investono in sostenibilità tendono a migliorare la redditività, la soddisfazione dei dipendenti ed aumentare il market share. Inoltre, questo approccio permette loro di avviarsi verso degli standard europei creati per facilitare una transizione da un modello di consumo lineare ad uno circolare.

Anche l’investimento in edifici (residenziali, commerciali o produttivi) sostenibili non è solo essenziale per un futuro green, ma è anche economicamente intelligente. Gli immobili sostenibili hanno il potenziale di offrire rendimenti economici e ambientali, affrontando il problema delle emissioni di gas serra e dell’efficienza energetica.

Negli ultimi anni, in Italia, si sta puntando molto sull’edilizia sostenibile: meno inquinante e, nel lungo termine, economicamente più vantaggiosa.

Ma l’edilizia sostenibile non porta benefici solo dal punto di vista economico. Gli immobili green, ovvero quelli che sono stati progettati o riqualificati per ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente circostante, hanno un forte impatto anche sul benessere di chi ‘vive’ l’immobile e sulla zona in cui sorge. Un alto numero di edifici ecosostenibili concentrati nella medesima zona, infatti, si traduce spesso nella messa in atto di piani di riqualificazione sostenibile urbana, quindi anche in un benessere per la collettività.

Come può la sostenibilità tradursi in un incremento del valore della proprietà immobiliare?

Le “certificazioni green” ad oggi disponibili offrono una maggiore riconoscibilità all’interno del mercato immobiliare e sono garanzia di aver utilizzato le migliori soluzioni in tema di bioedilizia, durante la progettazione e realizzazione dell’edificio, ma anche nelle successive fasi di gestione e manutenzione.

Per essere classificati ‘green’ gli edifici devono rispettare numerosi criteri per ottenere la certificazione ecologica. Il principio alla base degli schemi di certificazione nasce dall’idea di valutare la qualità di un edificio o la sua gestione non soltanto considerando gli aspetti finanziari, ma anche parametri di sostenibilità ambientale e sociale.

Tra i protocolli di certificazione di sostenibilità negli edifici più diffusi a livello internazionale e di maggior prestigio, vi sono il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), il BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Methodology) e il più recente protocollo WELL.

Il sistema di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici LEED, sviluppato dallo U.S. Green Building Council (USGBC), fornisce un insieme di standard di misura per valutare le costruzioni ambientalmente sostenibili e riguarda tutto il ciclo di vita dell’edificio stesso, dalla progettazione alla costruzione. I criteri analizzano la progettazione, la costruzione e la gestione sotto vari punti di vista (ambientale, economico, sociale, di benessere).

BREEAM è una metodologia di valutazione della sostenibilità ambientale, sviluppata dalla Building Research Establishment (BRE) che, a differenza del sistema LEED, inserisce il concetto di adozione di pratiche sostenibili anche attraverso i successivi processi di gestione e manutenzione di un edificio. La certificazione BREEAM, infatti, è anche uno strumento utile per ridimensionare i costi relativi alla manutenzione e gestione dell’edificio, migliorando allo stesso tempo le condizioni ambientali interne e il comfort degli occupanti. Un progetto, dunque, volto a migliorare le condizioni di sostenibilità degli edifici soprattutto nelle città maggiormente sviluppate, che presentano spesso costruzioni con livelli di sostenibilità bassi.

Di più recente applicazione è invece la certificazione di sostenibilità WELL (Well Building Standard™) che, come suggerisce la stessa parola, mira a definire le condizioni per “star bene” all’interno di un edificio.

Il protocollo WELL, gestito dall’International Well Building Institute (Iwbi) e rilasciato dall’americana Green BusinessCertification Inc. (Gbci), esamina un edificio sotto l’aspetto delle ‘performance di salubrità’: qualità dell’aria ed esposizione alla luce, qualità dell’acqua e valutazione del rumore, al fine di traguardare gli standard di benessere psicofisico degli occupanti di uno spazio costruito.

Questi protocolli sono importanti perché misurano e dichiarano in modo trasparente le prestazioni di sostenibilità dell’edificio, quindi sono considerati degli strumenti di garanzia per il settore immobiliare e per l’intera collettività che ne fruisce.

Come per la certificazione LEED, il luogo di sperimentazione del protocollo WELL nel nostro Paese è la città di Milano. Come emerge dalla Milano Green City Map, ideata dal Green Building Council Italia con il patrocinio del Comune di Milano ed il Politecnico di Milano, ad oggi ci sono 320 edifici “green” di cui 232 certificati o in corso di certificazione (+120 rispetto al 2019), oltre ad intere aree trasformate in distretti “green”, 289 postazioni di bike-sharing e 218 km di piste ciclabili.

Tra le città europee, Milano è quella che negli ultimi decenni ha accolto maggiormente la sfida per una trasformazione urbana verso un modello di città sostenibile e smart. Lo dimostra il concorso internazionale “C40 Reinventing Cities”, vissuto dal capoluogo lombardo come una grande opportunità di mettersi in gioco nel campo della progettazione innovativa e sostenibile.

  • Claudia Bitetto

    Claudia Bitetto ha più di 10 anni di esperienza nell’ambito della geologia e consulenza ambientale. Si occupa di progetti di indagine ambientale, caratterizzazione e bonifica di siti contaminati.

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