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Leader si nasce o si diventa...con la meditazione?

26 aprile 2018

La pratica meditativa è stata scelta per il suo potenziale impatto sulla portata dell'autocoscienza, fondamentale per ottenere una prospettiva di valore comune nel processo decisionale

By Matteo Rudello

Maurizio Zollo, professore ordinario di Strategia e sostenibilità dell’Università Bocconi, ha pubblicato di recente un articolo sul Corriere della Sera in cui riporta i dati di un interessante studio condotto da Great Place to Work Italia su 127 aziende. Affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile per le organizzazioni richiede cambiamenti fondamentali nella capacità individuale di anticipare e integrare le conseguenze a lungo termine delle decisioni e delle azioni per gli stakeholder dell'organizzazione.

Ad oggi “il fatto che caratteristiche virtuose di leadership possano distinguere imprese capaci di creare valore in modo sostenibile e duraturo, viene considerato quasi un dato di fatto” commenta Zollo. Siamo circondati da libri, training, business schoool che ci promettono la formula magica per diventare veri leader. Ma qual è l’evidenza sull’efficacia di questi interventi formativi? E quanto l’essere veri leader impatta sulla performance dell’impresa? Al momento, purtroppo, non abbiamo stabilito teorie e prove empiriche relative all'emergere di tali mentalità orientate alla sostenibilità. “Un dato che deve preoccupare sia il mondo delle imprese – aggiunge Zollo – che quello scientifico, per non parlare di quello politico istituzionale che ha la responsabilità di identificare e stimolare gli strumenti migliori per aumentare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del sistema”.In uno sforzo multidisciplinare, sviluppiamo e testiamo l'efficacia relativa della formazione cognitiva e delle pratiche meditative sullo sviluppo di capacità decisionali relative alla sostenibilità, nonché sui loro antecedenti neuro-psicologici. Gli esercizi di allenamento cognitivo sono stati progettati per estendere l'orizzonte temporale nei contesti decisionali. La pratica meditativa è stata scelta per il suo potenziale impatto sulla portata dell'autocoscienza, fondamentale per ottenere una prospettiva di valore comune nel processo decisionale.

Stiamo sviluppando studi multidisciplinari, che vedono collaborare esperti di management e neuroscienziati su tematiche di strategia aziendale in ottica di sostenibilità. Di recente è stato condotto uno studio dall’Università Bocconi, l’Istituto Politecnico Federale di Zurigo ETH e il centro di ricerca sulle neuroscienze cognitive del San Raffaele su 82 studenti laureati, e sono emerse prove di efficacia significativa relativa a uno specifico tipo di pratica di meditazione sul processo decisionale sostenibile, così come la densità della materia grigia nelle strutture neurali rilevanti (giro frontale inferiore), tratti caratteriali ( auto-trascendenza, cooperatività) e credenze etiche.

Da questo studio si evince che “l’apprendimento di tecniche meditative è particolarmente efficace per lo sviluppo di capacità decisionali che  creano valore di lungo periodo anche in presenza di vincoli di sostenibilità ambientale. E che il training neurocognitivo può sviluppare capacità di gestione dell’innovazione” conclude Zollo.

Siamo solo agli inizi, ma certamente ci sono tutti i presupposti per scavare più in profondità e ricavare dalla collaborazione tra accademia, impresa e istituzioni la formula per diventare (veri) leader e, soprattutto, creare valore in modo sostenibile.

Nel 2017, Stantec ha avviato una collaborazione con il prof. Zollo e il suo team, volta ad accelerare un percorso interno (e con alcuni clienti) di responsabilità sociale d’impresa che comprende, tra l’altro, una riorganizzazione aziendale in funzione dei principi della sostenibilità e il coinvolgimento degli stakeholder nella definizione e nella implementazione delle strategie aziendali.

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