Sistemi di cattura del carbonio per l’industria del cemento
16 dicembre 2025
16 dicembre 2025
Su Indian Cement Review, Nathan Ashcroft parla delle sfide che l’industria del cemento deve affrontare nel percorso verso l’obiettivo Net Zero
L’industria del cemento è tra i settori a più alta intensità carbonica. Circa il 7-8% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO₂) è legato alla produzione di cemento. E, a differenza di altre industrie pesanti, una larga parte di queste emissioni non proviene dai combustibili ma dal processo stesso: la calcinazione del calcare. I miglioramenti in termini di efficienza, il passaggio a nuovi combustibili e l’integrazione delle energie rinnovabili possono ridurre parte dell’impronta carbonica ma non possono eliminare le emissioni prodotte dal processo.
È per questo che la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS o Carbon Capture and Storage) sono diventati centrali in ogni discussione seria sul percorso del settore verso il Net Zero (emissioni nette zero). L’industria accetta questa sfida. Il dibattito non riguarda più se il CCS sia necessario, ma quanto velocemente, in modo integrato e senza intoppi potrà essere implementato in impianti che non sono mai stati progettati per questo scopo.
Per molti aspetti, il CCS rappresenta il tassello finale della decarbonizzazione del cemento. Una volta che il settore avrà raggiunto una cattura efficace su larga scala, la parte più difficile del suo profilo emissivo sarà stata affrontata. Ma per arrivarci occorre orientarsi in una combinazione complessa di considerazioni tecniche, operative, finanziarie e normative.