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Bilancio di sostenibilità: i nuovi standard GRI

19 dicembre 2018

By Cecilia Razzetti

Dal 1° luglio 2018, la nuova versione degli standard GRI per la rendicontazione non finanziaria, ha sostituito quelli precedenti. Cosa cambia rispetto al passato?

Le tematiche connesse allo sviluppo sostenibile suscitano sempre più l’interesse dei mercati, delle istituzioni e dei consumatori che richiedono trasparenza ed informazione da parte delle Organizzazioni.

Uno strumento a disposizione delle imprese, indirizzato a tutti gli stakeholder e utilizzato per la rendicontazione delle performance di sostenibilità dell’Organizzazione è il Bilancio di sostenibilità (o Report di sostenibilità).

Uno dei principali standard internazionali di riferimento per la redazione del Bilancio di Sostenibilità è quello creato dal Global Reporting Initiative, conosciuto come GRI.

La Global Reporting Initiative è un’organizzazione nata con l’obiettivo di aiutare sia il pubblico che il privato a comprendere, misurare e comunicare l’impatto che una qualsiasi attività possa avere sulle varie dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale e sociale).

L’ultima versione degli standard GRI è stata presentata ufficialmente nell’ottobre 2016, ed è il frutto di un lungo processo che ha aggiornato le vecchie linee guida (GRI G4 Guidelines) dando vita ai nuovi GRI Sustainability Reporting Standards, che dal 1° luglio 2018 hanno sostituito le precedenti linee guida.

Cosa cambia, dunque rispetto al passato?

I principali cambiamenti introdotti nei nuovi standard sono:

  • una nuova struttura modulare e interconnessa degli standard stessi
  • il rinnovo dell terminologia utilizzata (ad es. laddove prima si parlava di “impacts” e “indicator” ora si parla di “topics” e “disclosure”)
  • inoltre, gli standard sono stati resi ancora più chiari e diretti, semplificando dunque la capacità di rendicontazione.

Secondo i nuovi standard, le Organizzazioni devono focalizzare il proprio reporting di sostenibilità sugli aspetti materiali, ovvero su quei temi che davvero contano per l’Organizzazione e per i suoi stakeholder. Con il termine materialità, infatti, ci si riferisce all’identificazione di quegli aspetti che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali significativi per l’Organizzazione e che influenzano in modo sostanziale le valutazioni degli stakeholder.

Non solo, le nuove linee guida GRI sono state organizzate in un sistema modulare e interconnesso di standard: questa nuova struttura consentirà un più frequente e semplice aggiornamento dei singoli standard senza dover riemettere l’intero corpo documentale.

Gli Standard prevedono due modalità di redazione del Bilancio di sostenibilità: l’opzione “Core” e quella “Comprehensive”. L’opzione “Core” contiene gli elementi essenziali di un Bilancio di sostenibilità; gli indicatori Core sono applicabili universalmente e sono considerati importanti per la maggior parte delle Organizzazioni.

L’opzione “Comprehensive” richiede rispetto all’opzione “Core” contenuti addizionali relativi all’integrità, all’etica, alla governance ed alla strategia dell’Organizzazione.

Nello specifico, gli Standard GRI sono divisi in quattro serie di cui una serie per gli standard universali e tre serie di standard specifici per le tre dimensioni fondamentali della sostenibilità (Economic, Environmental e Social):

  • GRI 100: Universal Standards
  • GRI 101: Foundation
  • GRI 102: General Disclosures
  • GRI 103: Management Approach
  • GRI 200: Economic
  • GRI 300: Environmental
  • GRI 400: Social

Il GRI 101 introduce i principi fondamentali per definire il contenuto e la qualità del report e spiega come predisporre un rapporto in linea con gli standard GRI. Applicando le linee guida del GRI 101 è possibile identificare gli aspetti dell’Organizzazione che generano impatti significativi sugli stakeholder. Una volta individuati gli impatti ambientali significativi sarà possibile applicare gli standard specifici (GRI 200, 300 e 400).

Contemporaneamente vanno applicati anche gli altri due standard universali:

  • Il GRI 102, che serve a riportare informazioni sul contesto dell’Organizzazione e le sue pratiche di rendicontazione. Questo include informazioni sul profilo dell’Organizzazione, la strategia, l’etica, l’integrità, la governance e le modalità di coinvolgimento degli stakeholder ed il processo di Reporting.
  • Il GRI 103, il quale, invece, è utile per rendicontare le modalità di gestione degli aspetti materiali da parte dell’Organizzazione. È stato progettato per essere utilizzato per ogni aspetto materiale, inclusi quelli coperti dagli standard GRI specifici (serie 200, 300 e 400).

Le tre serie GRI 200, 300 e 400 includono numerosi standard specifici che possono essere utilizzati per la rendicontazione degli impatti dell'Organizzazione relativi ai temi economici, ambientali e sociali (Fig. 1).

Esistono inoltre i supplementi di settore (GRI Sector Disclosures) che integrano le Linee guida con interpretazioni e consigli sull’applicazione delle Linee guida e comprendono indicatori di performance specifici di settore.

Gli standard GRI, attraverso l’utilizzo di parametri comuni di valutazione, misurazione e comunicazione delle performance e degli impatti delle Organizzazioni, permettono di sviluppare un linguaggio comune di riferimento per la rendicontazione della sostenibilità.

Ricordiamo, infatti che oggi, in Italia, la rendicontazione sugli aspetti economici, ambientali e sociali non rappresenta più soltanto un’operazione volontaria di trasparenza: secondo il D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, che recepisce la Direttiva 2014/95/UE, a partire dal 1° gennaio 2017 tutti gli enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti sono tenuti per legge alla redazione della dichiarazione non finanziaria.

A questo proposito, il GRI ha pubblicato un documento (“Linking the GRI Standards and the European Directive on non-financial and diversity disclosure”) con l’obiettivo di mostrare come adempiere agli obblighi informativi della Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria utilizzando gli standard GRI. Gli standard GRI, infatti, rimangono tutt’oggi le linee guida internazionali di riferimento più utilizzate e riconosciute a livello internazionale, che possono essere adottate per la rendicontazione non finanziaria e per la comunicazione agli stakeholder degli impegni e dei risultati di sostenibilità raggiunti da parte dell’Organizzazione.

 

  • Cecilia Razzetti

    Cecilia Razzetti è ingegnere ambientale con 15 anni di esperienza lavora come consulente ambientale per clienti di vari settori industriali, militari, immobiliari. In Stantec, ricopre il ruolo di Project Manager. Leggi di più.

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