Skip to main content
Start of main content

Data Center: la sfida è progettare nell’incertezza

14 maggio 2026

di Simone Gobber

Su Ingenio, Simone Gobber parla di Data Center affrontando il tema dell’aumento della domanda e tutte le sfide legate alla sostenibilità

La progettazione di Data Center si confronta oggi con una triplice pressione: la domanda globale di capacità di calcolo accelera — con previsioni di raddoppio del fabbisogno energetico entro il 2030 — mentre i tempi di sviluppo si comprimono e le specifiche di progetto restano spesso indeterminate nelle fasi iniziali.

Il problema tecnico centrale non è la complessità in sé, ma la necessità di governarla attraverso approcci scalabili, site-specific e adattativi. Ogni data center si inserisce infatti in un contesto unico dal punto di vista geologico, idraulico e socio‑territoriale. Ogni sito ha delle peculiarità che impongono soluzioni progettuali calibrate caso per caso.

Inoltre, la sostenibilità non può più essere considerata un tema aggiuntivo o un capitolo finale del progetto di un data center. Studi recenti evidenziano come i Data Center assorbano oggi circa il 3% dell’elettricità globale. L’elevato consumo energetico, l’uso intensivo di risorse idriche per il raffreddamento, l’occupazione di suolo e gli impatti indiretti sulle reti e sui territori impongono un approccio integrato che consideri l’intero ciclo di vita dell’opera.

In questo scenario, modelli di master design replicabili, integrazione della Life Cycle Assessment, gestione del blast risk e della resilienza climatica, e un uso strategico della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) come strumento di pianificazione progressiva rappresentano le leve operative per chi progetta infrastrutture critiche in questo settore. 

  • Simone Gobber

    Simone è esperto di rigenerazione urbana e Community Development. Grazie a conoscenze di master planning e design, crea luoghi che migliorano la qualità della vita di chi ci vive e sono sostenibili da un punto di vista tecnico e economico.

    Contatta Simone
End of main content
To top