LEED v5: con il nuovo standard di sostenibilità cosa cambia nella progettazione?
09 settembre 2025
09 settembre 2025
LEED v5 introduce maggiore enfasi sulla decarbonizzazione, resilienza, qualità della vita, ripristino ecologico. Ma cosa cambia nella progettazione?
Questo articolo, tradotto dall’inglese, è stato pubblicato originariamente sul blog internazionale di Stantec. Traduzione e adattamento di Simone Gobber.
Qualche tempo fa, ci hanno chiesto se abbiamo mai sommato il risparmio energetico di tutti i progetti LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) su cui abbiamo lavorato a partire dal 2005. La risposta? No.
Richiederebbe troppo tempo. Aggiornato a gennaio 2025, il nostro Carbon Impact Team ha censito 1.097 progetti certificati LEED in tutto il mondo, nei quali Stantec ha guidato gli impegni di sostenibilità e/o collaborato con partner per ottenere la certificazione grazie alla progettazione. Non abbiamo dati sul risparmio energetico, ma sappiamo per certo che quei progetti non avrebbero raggiunto i risultati ottenuti senza passare per il processo di certificazione LEED. Questo sistema ci ha aiutato a fissare obiettivi, a restare sulla giusta rotta e impedire che le misure di sostenibilità passassero in secondo piano. Ci ha anche spinto a stare sempre un passo avanti e a fare di più per affrontare lenecessitàdel settore delle costruzioni. Con il passare del tempo le esigenze sono cambiate e così anche il LEED ha rilasciato la nuova versione v5.
Lanciata quest’anno dallo U.S. Green Building Council (USGBC), il LEED v5 introduce cambiamenti entusiasmanti ma ci lascia con qualche domanda.
La sede centrale di Weyerhaeuser a Seattle, Washington, è un edificio certificato LEED Platinum. Utilizza legno proveniente dalle segherie dell’azienda, oltre a materiali di recupero selezionati con cura. Il progetto ha deviato oltre il 75% dei rifiuti di costruzione dalle discariche. (Architetto: Mithun)
Il sistema di certificazione LEED è stato introdotto nel 1998 e ha fornito uno standard riconosciuto a livello internazionale grazie alla facilità di utilizzo e alla flessibilità nell’offerta dei crediti, che lasciava ai progettisti la scelta di approcci specifici alle esigenze di ogni progetto. Il LEED ha aumentato la consapevolezza sull’impatto dell’ambiente costruito nelle emissioni di carbonio globali e ha influenzato in modo significativo l’evoluzione e l’adozione di principi per la costruzione sostenibile, innalzando gli standard di base per gli edifici green.
Il LEED è stato efficace anche nel modo di affrontare il tema della sostenibilità contribuendo a rendere gli edifici più efficienti e accessibili. Secondo i dati di Cushman & Wakefield, i progetti LEED riducono la quantità dei rifiuti, il consumo idrico ed energetico del 20%. Inoltre, “gli edifici LEED raggiungono un prezzo medio di vendita al metro quadro superiore del 21,4% rispetto agli edifici non certificati” attraendo finanziamenti più vantaggiosi.
Ora, però, il dibattito sulle emissioni degli edifici e il cambiamento climatico si è evoluto.
La certificazione LEED ha aumentato la nostra consapevolezza sul mondo degli edifici e sul loro contributo alle emissioni di carbonio e al cambiamento climatico. L’attenzione del settore edilizio sulla sostenibilità si è da tempo spostata verso la mitigazione del cambiamento climatico. Con la versione LEED v5, lo USGBC risponde alla pressione di affrontare il riscaldamento globale per allinearsi agli obiettivi climatici adottati dall’AIA 2030 e dall’Accordo di Parigi.
Molte cose. Analizziamo insieme alcuni dei cambiamenti più significativi.
Decarbonizzazione
Qualità della vita
Conservazione e ripristino ecologico
Resilienza
L’Università di Lethbridge – Isttaniokaksini/Science Commons a Lethbridge, Alberta, è un edificio certificato LEED Gold. Il Science Commons opera con una riduzione dei costi energetici del 78% per uffici e sale riunioni e con una riduzione del consumo energetico del 60% per i laboratori e gli spazi di supporto ai laboratori. (Joint Venture / Associazione / Collaborazione: KPMB/Stantec)
La maggior parte delle discussioni sul LEED v5 riguardano la decarbonizzazione, che nella nuova versione rappresenta metà dei punti disponibili. Il v5 richiede una proiezione delle emissioni operative di carbonio, un piano di decarbonizzazione e una valutazione del carbonio incorporato. Per ottenere la certificazione LEED Platinum, i progetti dovranno essere completamente alimentati con elettricità, includere energia rinnovabile e ridurre le emissioni di carbonio incorporato. In questo modo il LEED vuole alzare l’asticella, ma la spinta verso l’elettrificazione totale è troppo ambiziosa? Forse è troppo precoce?
Guardando indietro alla versione 4, contractor e proprietari erano restii a causa dello sforzo aggiuntivo e delle numerose richieste di documentazione, ma nel giro di poco tempo è diventato uno standard largamente applicato. La versione successiva, la v4.1, non poneva sufficientemente il focus sul tema della decarbonizzazione che il settore riteneva necessario e di conseguenza non è mai stata ufficialmente applicata. I progettisti sono rimasti sulla v4, scegliendo i crediti della v4.1 solo quando erano vantaggiosi.
Il nostro punto di vista
Con l’introduzione graduale del LEED v5, i proprietari di edifici e i team di progettazione dovranno adattarsi ai nuovi requisiti.
Il LEED v5 include diversi costi fra i quali le tariffe di registrazione e revisione, calcolate in base alla superficie del progetto, a cui si aggiungono i costi di amministrazione, consulenza e commissioning. Tuttavia, riteniamo che la strategia di certificazione sia la migliore nei progetti edilizi. Gli studi dimostrano che il ritorno sull’investimento per ottenere la certificazione LEED si traduce in canoni di locazione più alti e costi operativi più bassi. Alcune ricerche evidenziano anche benefici nascosti, come premi assicurativi ridotti. Il LEED v5 introduce nuovi studi preliminari obbligatori, pensati per spingere i progettisti ad analizzare le emissioni di carbonio, l’impatto umano e la resilienza climatica già nelle prime fasi di progettazione. Questi studi comporteranno sicuramente costi iniziali aggiuntivi ma proprietari e progettisti dovranno calcolare il ROI dei loro progetti LEED v5.
Il LEED v5 rappresenta un grande salto in avanti, è vero, ma abbiamo già visto il LEED spingersi lontano in passato. Alcuni requisiti di trasparenza sui materiali introdotti nella v4 sono stati poi ridotti nella v4.1. Solo ora stanno diventando realizzabili, man mano che il mercato si è adeguato. Ci chiediamo se una fase intermedia sarebbe stata utile nel percorso verso materiali più sostenibili con la v4 e ci chiediamo la stessa cosa ora con la decarbonizzazione della v5.
È importante ricordare ai progettisti che il LEED continuerà a evolversi. Non possiamo adagiarci e sentirci a nostro agio con la versione 4 o 5.
Il LEED v5, puntando sulla decarbonizzazione, richiede un esperto di analisi del ciclo di vita. Ma c’è molto di più in gioco, dal focus sulla qualità della vita, alla conservazione e ripristino ecologico fino alla resilienza che diventa un prerequisito per ogni progetto. L’USGBC la definisce come la “capacità di prepararsi, pianificare, assorbire, riprendersi e adattarsi con successo agli eventi avversi”.
Il LEED v5 ci invita a valutare l’impatto della progettazione di un edificio da diverse prospettive, considerando il rischio climatico, la salute degli ecosistemi, l’economia locale e la sicurezza. Nella nuova versione, i progetti certificati LEED dovranno inoltre considerare il loro impatto sulla biodiversità e sulle imprese locali.
Ogni progetto v5 deve completare una valutazione della resilienza climatica, che richiede ai team di progettazione di analizzare i rischi climatici, valutare le minacce e identificare quelle prioritarie, fino a considerare la resilienza economica. Inoltre, un credito dedicato allo sviluppo equo incoraggia i team di progettazione a:
Il nostro punto di vista
Avremo sicuramente bisogno di più specialisti per la valutazione della resilienza climatica, per il prerequisito sul carbonio incorporato e servirà un budget maggiore per completare la valutazione della resilienza. Per i team di progetto che puntano a un credito opzionale più rigoroso sul carbonio incorporato, non dovrebbero essere richiesti ulteriori specialisti o costi aggiuntivi.
Il LEED v5 richiede anche un nuovo piano “zero waste” (zero sprechi), che necessiterà attenzione ma non dovrebbe comportare lo stravolgimento di ogni progetto. Inoltre, la v5 ridimensiona il credito sull’acustica, integrandolo in un nuovo credito dedicato all’esperienza degli occupanti.
È vero che la versione 5 richiede più esperti per fornire dati a supporto del processo di progettazione sostenibile. Tuttavia, le analisi sul carbonio incorporato, la valutazione della resilienza climatica e i piani “zero waste” sono studi di piccola scala. Alcuni crediti sono stati consolidati o integrati in altri. Se queste modifiche richiederanno più tempo complessivo, è ancora da vedere.
The Green at West Village, presso l’Università Davis della California, è una delle più grandi comunità a energia netta zero del Nord America. È certificata LEED Silver.
Il terzo obiettivo dell’USGBC è la conservazione e il ripristino ecologico per “promuovere strategie che limitino il degrado ambientale e contribuiscano al ripristino degli ecosistemi, garantendo che il nostro ambiente costruito coesista in armonia con la natura”. Con questo obiettivo non ci si focalizza sulla riduzione delle emissioni, quanto piuttosto sull’assegnazione di crediti per le soluzioni che proteggono habitat naturali e risorse.
L’architettura rigenerativa è un approccio emergente alla progettazione e pianificazione. Qui l’attenzione è sul ruolo dell’ambiente costruito nel creare e potenziare ecosistemi, per ripristinare e rivitalizzare la natura e l’ambiente.
Il nostro punto di vista
I crediti per la conservazione e il ripristino ecologico puntano alla realizzazione di edifici che siano in armonia con la natura. Tuttavia, a nostro parere l’USGBC potrebbe spingersi oltre sull’aspetto rigenerativo di questa area di focus. Limitarsi a proteggere gli habitat esistenti è un obiettivo poco ambizioso.
Ci piacerebbe vedere l’architettura rigenerativa in una futura versione del LEED. È un approccio all’avanguardia rispetto a ciò che un tempo era considerato il design sostenibile. Lo stiamo sperimentando con successo in progetti in tutto il mondo - ad esempio, facendo defluire le acque meteoriche di un nuovo edificio all’interno di un’area verde ricca di biodiversità per rinvigorire una regione arida, oppure richiedendo che i progetti garantiscano un incremento netto del 10% della biodiversità, come previsto dal programma britannico Biodiversity Net Gain.
È importante ricordare ai progettisti che il LEED continuerà a evolversi. Non possiamo adagiarci e sentirci a nostro agio con la versione 4 o 5. L’USGBC afferma che il LEED v5 è stato sviluppato per essere lo standard fino al 2030.
Ora che la v5 è attiva, stiamo già pensando a cosa arriverà con la v6 e speriamo che sia incentrata sulle tecnologie a emissioni negative. Queste tecnologie - come il carbon capture storage, il direct air capture e la bioenergia - rimuovono il carbonio dall’atmosfera.