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Uno spazio per la fauna selvatica anche in città

11 giugno 2018

Bisogna entrare nell’ottica che unire gli habitat della fauna selvatica alle infrastrutture urbane si può ed è giusto. E aiuterà anche gli abitanti.

Metà della popolazione globale vive nelle aree urbane, ed è destinata ad espandersi ulteriormente. Mentre il divario tra mondo urbanizzato e natura cresce, la società deve considerare le conseguenze non volute sulla fauna selvatica mentre urbanizziamo. Ma l’uomo e la natura possono davvero coesistere? Ecco alcune domande che dovremmo porci:

  • È "giusto" distruggere l'habitat naturale della fauna selvatica, sostituendolo con il nostro senza pensare a uno spazio per "loro"?
  • Come specie che "possiede" la terra, "possediamo" anche la fauna che la popola? Inoltre, cosa gli dobbiamo e come questo può essere tradotto in valore?
  • Può l'ambiente costruito ospitare uno spazio in cui natura e uomo possono vivere in simbiosi, piuttosto che prediligere l’attuale approccio alla conservazione del patrimonio naturale che lo tiene lontano dallo sviluppo umano ed urbano?

Città del Messico è una delle città più popolate dell’emisfero occidentale con oltre 20 milioni di abitanti. I flussi migratori verso le città continueranno ad aumentare.

Un momento di riflessione

Sono stato ispirato a scrivere questo pezzo mentre facevo una passeggiata verso casa. Vivo a Boston's Seaport, un quartiere emergente che sorge nell’ ex area industriale all'interno di un porto marittimo attivo. Un decennio fa, era una distesa di asfalto disseminata di edifici industriali. Ora invece è in piena espansione con nuovi edifici commerciali, residenziali e istituzionali a uso misto, vicini sia al centro città che al porto di Boston. Mentre attraversavo il ponte D Street Bridge, con mia sorpresa, ho visto una famiglia di conigli che vivevano lì. Mi sono fermato per osservarli e, attento a non spaventarli, mi sono chiesto come una famiglia di conigli potesse sopravvivere in un ambiente così ostile, aggravato anche dalla temperatura sotto zero. Come sono arrivati qui, circondati da autostrade e senza una via d’accesso naturale?

I conigli di Boston Seaport.

Come ripristinare l'equilibrio naturale?

Nonostante le grandi difficoltà, la natura cerca l'equilibrio senza sosta. Vive nei posti più strani. Ho riflettuto a lungo sulle possibilità di sopravvivenza che un animale selvatico ha a fronte dello sviluppo urbanistico continuo e prepotente. Se potessi, mi piacerebbe trovare un modo per garantire non solo la sopravvivenza di quei conigli in città, ma anche una buona qualità di vita, non frenando lo sviluppo urbano, bensì utilizzandolo come strumento per far riconciliare uomo e fauna selvatica.

In tutto il mondo si sta facendo molto per restituire la biodiversità alle aree urbane. Riporto di seguito alcune idee che potrebbero essere utili e trasmettere una cultura di sviluppo urbanistico sensibile all’habitat naturale della fauna selvatica:

  • Collisioni di uccelli: man mano che le città crescono, aumenta anche la domanda di vetro utilizzato negli edifici moderni. Sfortunatamente, ciò rappresenta una sfida per la fauna selvatica, dal momento che il vetro riflettente è praticamente invisibile agli uccelli. Poiché le nostre città più popolose si allineano con i percorsi migratori, l'architettura del vetro causa ogni anno milioni di collisioni di uccelli e morti. Alcune città, tuttavia, stanno cercando di invertire questa tendenza. Nel 2011, San Francisco è stata la prima città a richiedere edifici "sicuri per gli uccelli". Strategie come la limitazione delle proporzioni e delle tecnologie del vetro con modelli incorporati invisibili ma visibili agli uccelli hanno ridotto le collisioni.
  • Habitat degli uccelli: c’era un tempo in cui gli uccelli nel Regno Unito vivevano in simbiosi con le città, complici gli edifici con camini, che fornivano l’habitat di nidificazione ideale durante il periodo estivo (quando non in uso). Tuttavia, poiché i camini sono andati in disuso, la popolazione di volatili è diminuita. Si sta cercando di introdurre finte ciminiere, nidi e persino edifici con mattoni di nidificazione progettati appositamente per supportare l’habitat dei volatili.
  • Habitat dei pipistrelli: alcune città cercando di essere accoglienti per questi animali, nonostante l'habitat naturale che li accoglie si stia progressivamente perdendo. Austin (Texas), ad esempio, è famosa anche per la densissima popolazione di pipistrelli. Il Congress Avenue Bridge ospita oltre 2 milioni di pipistrelli: grazie al suo design fornisce le condizioni ideali per queste creature notturne. Una delle principali attrazioni di Austin è osservare il volo dei pipistrelli al tramonto. Si potrebbero costruire più infrastrutture ed edifici per favorire queste relazioni simbiotiche fra città e natura.
  • Apicoltura: le api sono in declino e un numero allarmante di alveari è soggetto a vandalismo per  motivi spesso ignoti. Il Boston Seaport Hotel (a pochi passi dai conigli) ospita un alveare sul tetto: il miele viene raccolto e utilizzato nel ristorante della struttura. L'apicoltura urbana è una tendenza in crescita in tutto il paese, poiché fornisce un habitat sicuro per le api e, allo stesso tempo, offre notevoli benefici per le persone.
  • Amici pelosi: L’architettura paesaggistica e i tetti verdi sono luoghi ideali per accogliere vari tipi di creature; tuttavia, c’è un problema di connessione tra le due cose. Spesso questi habitat sono troppo piccoli per prosperare e svilupparsi, e gli animali non alati non possono spostarsi da un ambiente all’altro senza incappare in automobili e veicoli. La creazione di "ponti" tra questi spazi potrebbe tradursi in una nuova estetica architettonica, offrendo habitat naturali più ampi in cui gli animali possano prosperare. Ti immagini seduto in auto a guardare un procione che si arrampica su un ponte che collega la terra a un tetto verde?
  • Animali in movimento: ogni anno siamo responsabili della morte di numerosi animali vittime di incidenti stradali. Con l'aumentare della connettività, lo spazio per la fauna selvatica diminuisce. Il Dipartimento dei trasporti del Montana, USA, ha lavorato con le tribù indiane confederate Salish e Kootenai su un progetto di allargamento autostradale attraverso le loro terre per creare 41 sottopassaggi e cavalcavia per pesci e animali selvatici. Queste connessioni stabiliscono continuità spaziale per gli animali locali, che ha anche dimostrato di essere di beneficio agli esseri umani aiutando a evitare la perdita di vite umane e danni alle cose da collisioni di animali.

Esempio di integrazione di più strategie nell'ambiente costruito per benefici interni ed esterni e biofilia.

Riflessioni e proiezioni

Forse avrete intuito che sono un appassionato di animali. Ho avuto l’opportunità di vivere in aree molto diverse fra loro – rurali, suburbane e urbane – ognuna con il suo equilibrio naturale. Sono arrivato alla conclusione che le città possano fare molto di più per la fauna selvatica e per aumentare la biodiversità, che reintroduce i cicli naturali, abbassa le temperature urbane, diminuisce il deflusso, pulisce l'aria e avvantaggia psicologicamente gli esseri umani. È possibile aumentare la resilienza, grazie all’uso corretto dello spazio a terra e lungo i tetti, fornendo isolamento, cibo e altri benefici per tutti gli esseri viventi. Anche noi siamo parte della natura e dovremmo tenerne sempre conto, anche e soprattutto quando urbanizziamo: è nostro dovere prendere una posizione in merito. La creatività esiste: dobbiamo solo essere abbastanza coraggiosi da usarla.

 

Clicca qui per leggere la versione originale dell'articolo in inglese. 

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