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Quale sarà il futuro dell’ufficio?

29 ottobre 2020

By Cecilia Razzetti

Come la pandemia sta cambiando la fruizione degli spazi di lavoro nel terziario

La pandemia ha rappresentato un trauma imprevedibile per il nostro sistema produttivo e sociale e continuerà ad influenzare anche i modi di organizzazione della produzione del settore terziario. Sebbene nel breve termine gli effetti siano dirompenti, diversi commentatori ritengono che nel lungo termine assisteremo solo ad un’accelerazione di cambiamenti che già stavano trasformando il nostro lavoro e le nostre città prima del COVID.

La domanda di spazi ufficio è intrinsecamente legata al ciclo economico: nei periodi di crisi la domanda di uffici cala insieme al tasso di occupazione e le aziende adottano programmi di spending review. La pandemia ha causato una recessione globale e nel breve termine questo avrà un impatto diretto sulla domanda di uffici. Il lavoro da casa, già introdotto dalle maggiori aziende del terziario prima della pandemia, ha avuto un innegabile successo. La flessibilità di lavorare da remoto resterà parte integrante della vita professionale e porterà benefici sia ai dipendenti sia alle aziende. Nel lungo termine questa esperienza segnerà la fine degli uffici? E in seconda battuta, segnerà un’evoluzione delle città?

L’ufficio sopravviverà

Un’approfondita analisi del futuro degli uffici è stata pubblicata da JLL nel Global Research The future of global office demand di giugno 2020.

La ricerca JLL ha esaminato quali siano attualmente le funzioni svolte dall’ufficio per l’azienda e per i dipendenti. Per l’azienda, l’ufficio rappresenta il luogo fisico ove riunire le persone, coordinare le attività, stimolare la creatività, esibire il brand e la cultura aziendale, fare da catalizzatore per attrarre e trattenere i talenti. Le funzioni dell’ufficio continueranno ad evolvere, accelerando trend che enfatizzano l’importanza della collaborazione e innovazione. Per i dipendenti, l’ufficio rappresenta uno spazio ove incontrarsi in un modo che la tecnologia fatica a replicare; nonostante il riconosciuto successo dello smart working, la maggior parte dei dipendenti dichiara di desiderare di recarsi in ufficio almeno alcuni giorni alla settimana.

Questi bisogni non possono essere soddisfatti lavorando completamente da remoto; nel lungo periodo l’ufficio rimarrà una parte fondamentale della cultura aziendale ed avrà un ruolo fondamentale per il nostro lavoro e produttività, seppur con dei radicali cambiamenti rispetto al passato. La diffusione dello smart working non è quindi direttamente correlata ad una minore domanda di spazi ufficio: le variabili da tenere in considerazione sono più numerose, quali la densità di occupazione, i ritorni finanziari, la produttività e la tecnologia.

L’attrattività delle città resterà prevalente per le aziende.

Il nuovo ufficio

Negli ultimi vent’anni il design ideale degli uffici si è generalmente evoluto da un’occupazione intensiva, caratterizzata dalla presenza di scrivanie individuali, occupate per tutta la giornata lavorativa, verso un modello con postazioni non assegnate, affiancate da spazi per incontri e servizi ricreativi. Nel breve termine l’ufficio cambierà per quanto riguarda la densità di occupazione degli spazi, che dovrà diminuire per consentire il distanziamento sociale. Nel lungo termine, quando sarà disponibile un vaccino, probabilmente si assisterà ad un ritorno ad una maggiore occupazione degli uffici, ma con caratteristiche diverse da quelle pre-COVID. Tra i criteri di progettazione diventeranno prioritari quelli che favoriscono la salute e il benessere; saranno studiate soluzioni per favorire le interazioni e la collaboratività; si abbandonerà la prospettiva dell’occupazione delle scrivanie individuali per l’intera giornata lavorativa, grazie al fatto che lo smart working si trasformerà da beneficio di alcuni ad abitudine della maggior parte degli impiegati. L’adozione di nuove tecnologie favorirà il lavoro da remoto e contribuirà al benessere e all’efficienza di chi si trova in ufficio. Nel lungo termine, aumenterà la domanda di spazi in edifici “smart” mentre diminuirà quella in immobili di bassa qualità. Un’interessante ipotesi di struttura architettonica per gli uffici futuri è stata descritta da Bacevice et al., professionisti di HLW, Reimagining the Urban Office.

Dove andremo in ufficio

La nuova tendenza della modalità di lavoro da remoto va di pari passo con l’evoluzione della mobilità: la diminuzione del pendolarismo è il più citato vantaggio dello smart working. Gli spostamenti casa-lavoro sono uno dei temi che attualmente destano maggiori preoccupazioni relativamente al rientro in ufficio, specialmente nelle città ove si fa ampio ricorso ai mezzi di trasporto pubblici sui quali è estremamente difficile mantenere il distanziamento sociale.

Sebbene la situazione attuale penalizzi i centri urbani densamente popolati e serviti dai mezzi di trasporto collettivi, questa situazione evolverà e si tornerà a gravitare sui centri urbani. Nel lungo periodo, si esclude uno spostamento delle preferenze verso uffici in posizione suburbana che richiedono spostamenti in auto: queste situazioni saranno sempre meno attrattive per i dipendenti e sempre più in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità. L’attrattività delle città resterà prevalente per le aziende, grazie alle opportunità economiche, alle connessioni sociali ed alla qualità dei servizi che queste offrono. Una simile visione è stata espressa anche da Norman Foster in un recente commento The pandemic will accelerate the evolution of our cities.

Nel lungo periodo, è probabile che più persone si rechino nei centri urbani, ma con minore frequenza e con meno spostamenti giornalieri. La pandemia aumenterà la tendenza verso la “urbanizzazione distribuita”, ossia verso un modello composto da una rete di piccoli centri iperconnessi e digitalmente evoluti che gravitano intorno alle città principali. Queste “regioni urbane policentriche” avranno il vantaggio di garantire opportunità e connessioni su scala regionale insieme alla sostenibilità e qualità della vita data dai servizi di prossimità. La digitalizzazione sta infatti riducendo drasticamente i benefici derivanti dall’agglomerazione, permettendo di coglierli almeno  in parte a distanza, come  descritto da Edoardo Campanella e Francesco Profumo nel commento Cambiano le gerarchie urbane ma le città non moriranno.

In conclusione, secondo il report JLL nel lungo periodo l’ufficio rimarrà una parte fondamentale della cultura aziendale ed avrà un ruolo fondamentale per il nostro lavoro e produttività, seppur con dei radicali cambiamenti rispetto al passato. La fruizione degli spazi aziendali non sarà continuativa, condivideremo le postazioni ma ci ritroveremo in ambienti più confortevoli, accoglienti e progettati per la collaborazione. Andremo in centro, coi mezzi pubblici, ma non quotidianamente.

Questi fattori comporteranno un aumento della domanda e del valore a lungo termine degli immobili ad uso ufficio situati in città e serviti dai mezzi di trasporto, che si confermeranno come storica destinazione d’investimenti a scapito delle ubicazioni periferiche. 

  • Cecilia Razzetti

    Cecilia Razzetti è ingegnere ambientale con 15 anni di esperienza lavora come consulente ambientale per clienti di vari settori industriali, militari, immobiliari. In Stantec, ricopre il ruolo di Project Manager. Leggi di più.

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